Virtù e potenzialità
- 3 nov 2020
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 28 mar 2025
Come riconoscere i nostri talenti
di Sabrina Mainolfi e Federica Di Mascio

La definizione classica
Per definizione le virtù sono disposizioni e attitudini dell’intelligenza e della volontà, che ci consentono di condurre una vita moralmente ineccepibile, regolando le nostre azioni e volgendole al bene, moderando le passioni e guidando la nostra condotta spingendoci a dare il meglio di noi stessi. Le virtù possono essere umane, cioè acquisibili e perfezionabili con una pratica costante, oppure teologali, cioè infuse nell’uomo per grazia divina.
Tutte le virtù umane possono essere raggruppate attorno a quattro virtù principali, definite appunto “cardinali” in quanto basilari per una vita virtuosa: esse sono Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.
La Prudenza è la virtù del saper discernere il bene dal male, del saper valutare correttamente in ogni circostanza e quindi scegliere senza tentennamenti e indecisioni, la cosa giusta da fare.
La Giustizia è la virtù che ci spinge a dare a Dio e al nostro prossimo ciò che è loro dovuto, a rispettare i diritti di ogni essere vivente e a stabilire equità e armonia nelle relazioni umane.
La Fortezza è la virtù che ci aiuta nei momenti di difficoltà a superare le debolezze e le paure; spinge ad esprimersi al meglio delle proprie possibilità, a vincere la pigrizia, a superare le tentazioni e a perseverare nel giusto cammino con fermezza.
La Temperanza è la virtù che garantisce il dominio della volontà sugli istinti e le passioni; modera l’attrazione per i piaceri della vita, che vanno goduti in maniera appropriata, e aiuta ad essere equilibrati anche nell’utilizzo dei beni materiali.
Le virtù “teologali”, che vanno invece a perfezionare e vivificare tutte le virtù umane, sono tre: Fede, Speranza e Carità.
La Fede implica il credere ad un qualcosa che non possiamo sperimentare o conoscere con i sensi e ci porta ad accettare e ritenere come reale un qualcosa che di fatto è invisibile. Non bisogna però limitarsi a credere: occorre anche agire di conseguenza, fare in modo che la Fede si rifletta anche nelle opere e che sia testimoniata, diffusa e professata, sempre accompagnata dalla Speranza e dalla Carità.
La Speranza è la virtù che ci aiuta a sopportare le difficoltà e le sofferenze con serenità e fiducia, con la certezza della realizzazione della felicità che ci è stata promessa. La Speranza sostiene nei momenti bui dell’esistenza, si esprime nella preghiera e apre il cuore alla gioia data dalla Carità.
La Carità, secondo San Paolo è la virtù più grande, in grado di essere ispirazione per tutte le altre virtù: “ Queste le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità» (1 Cor13,13).
Le culture di tutto il mondo esprimono o agiscono sulle virtù in modo diverso sulla base dei diversi valori e delle norme sociali.
La psicologia positiva
Accanto a questa analisi complessiva sulle virtù, così come riconosciute dalla scienza classica, più recentemente negli anni 2000 si è andata a formare in America una corrente di pensiero e di ricerca la “psicologia positiva”1 che studia le potenzialità e le virtù, con l’ottica di incoraggiare, gli individui a sviluppare i propri punti di forza.
Martin Seligman (capofila di questa nuova tendenza) e i suoi colleghi hanno studiato tutte le principali religioni e tradizioni filosofiche e hanno scoperto che le stesse sei seguenti virtù: saggezza, conoscenza, coraggio, umanità giustizia, temperanza e trascendenza sono state condivise in quasi tutte le culture in tre millenni.
Poiché queste virtù sono considerate troppo astratte per essere studiate scientificamente, i professionisti della psicologia positiva hanno concentrato la loro attenzione sui punti di forza del carattere creati dalle virtù, misurati principalmente attraverso questionari ed interviste.
I criteri principali che distinguono i punti di forza temperamentali o potenzialità di un individuo sono:
essere stabili nel tempo e nelle situazioni;
essere valorizzati di per sé, anche in assenza di altri benefici;
essere riconosciuti e valorizzati in quasi ogni cultura;
essere considerati non controversi e indipendenti dalla politica.
Fig. 1- Classificazione delle 6 virtù e delle 24 forze temperamentali

L’importanza di riconoscere le proprie potenzialità
Noi nasciamo con un bagaglio di potenzialità, ma poi attraverso l’educazione scolastica, invece di essere aiutati a sviluppare i talenti innati e il potenziale creativo, veniamo bloccati. Perché è cosi importante riconoscere le proprie potenzialità? Perché in questo modo possiamo ritrovare quelle attività che generano gioia e felicità. Esprimere noi stessi attraverso le forze temperamentali ci porta alla gratificazione.
Esistono oggi degli strumenti, questionari e interviste, che possono aiutarci a ritrovare quegli elementi del nostro carattere che ci caratterizzano e ci rendono unici.
L’attività di coaching aiuta a ricercare e valorizzare le potenzialità degli individui per poter agevolare il superamento delle criticità e facilitare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Approfondimenti
M.E.P. Seligman - M. Csikszentmihalyi, Positive Psychology:an Introduction, in «American Psychologyst», (2000).
M.E.P. Seligman - C. Peterson, Character Strength and Virtues: a Handbook and Classification, Free Press, New York (2004).
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1 In ambito psicologico, lo studio del benessere soggettivo ha dato origine al vasto e sfaccettato movimento della Psicologia Positiva, le cui attività si sono sviluppate a partire da due prospettive di base. La prima, definita edonica, comprende studi volti prevalentemente ad analizzare la dimensione del piacere, inteso come benessere prettamente personale e legato a sensazioni ed emozioni positive. La seconda, detta eudaimonica, privilegia l’analisi dei fattori che favoriscono lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali e dell’autentica natura umana secondo il concetto aristotelico di eudaimonia, intesa come ciò che è utile all’individuo, nel senso che ne arricchisce la personalità. L’eudaimonia comprende non solo la soddisfazione individuale, ma anche un percorso di sviluppo verso l’integrazione con il mondo circostante. Il termine è spesso considerato analogo a “felicità”, ma il suo campo semantico è molto più ampio: esso implica un processo di interazione e mutua influenza tra benessere individuale e collettivo, tale per cui la felicità individuale si realizza nell’ambito dello spazio sociale (http://www.psicologiapositiva.it/).
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