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Sviluppare l'autostima

11 apr 2025
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 4 giorni fa

Rubrica di benessere

a cura della dott.ssa Sabrina Mainolfi


Coltiva la tua autostima
Coltiva la tua autostima

La ricerca dell'autostima nasce quasi sempre da un senso latente di insicurezza e inadeguatezza. Quando ci sentiamo deboli o "sbagliati", istintivamente cerchiamo il motivo nel nostro passato, ricordando figure autorevoli — come genitori o insegnanti — che hanno minato la nostra fiducia con giudizi tranchant: “Tu non vali e non combinerai mai nulla...”. In altri casi il problema abita il presente, alimentato da un partner ipercritico che ci tratta da falliti. O ancora, l'origine resta un mistero: non sappiamo da dove arrivi, ma percepiamo quel vuoto interiore e quel disagio sottile che ci ricordano quanto abbiamo bisogno di imparare ad amarci.


Ma sappiamo davvero che cos’è l’autostima?

Secondo il dott. Raffaele Morelli (1), l’autostima non significa diventare più forti né cercare di assomigliare a qualcuno o ai modelli ideali che abbiamo in mente. Al contrario, significa dirsi: “Io sono unico e le mie esperienze sono uniche; spetta a me, e a me soltanto, prenderne atto”.

L’autostima non si nutre di successi esteriori o di traguardi da raggiungere a tutti i costi, ma nasce da un profondo sguardo interiore.


Quando arriva l’ansia, la cosa migliore da fare è guardarla e accoglierla sussurrando: “Va bene, resta qui con me”. Quando smettiamo di incolpare gli altri per i nostri stati d'animo, riscopriamo finalmente la quiete del nostro essere più autentico. Accettare l'ansia, la tristezza o l’insicurezza significa riconoscerle come pure energie interiori, senza sovrapporvi alcun giudizio o commento. L’autostima non ha nulla a che fare con il successo, la bravura o l'ostentazione di sé; significa semplicemente abitare la propria vita e, qualunque cosa accada, potersi dire: “Io sono qui”.


Dobbiamo davvero scacciare le nostre fragilità, sforzarci di essere più forti o costringerci a diventare persone migliori? Secondo il dottor Raffaele Morelli, la risposta è no. L’autostima non consiste nel correggere i propri difetti, ma nello stare con se stessi e prendersi cura di tutto ciò che siamo, incluse le parti che tendiamo a rifiutare. Se ad esempio ti capita di perdere il controllo e fare scenate quando ti innervosisci, non condannarti. Immagina che quella parte impulsiva sia un compagno di viaggio misterioso, che conosce la strada meglio della tua mente razionale. Chiudi gli occhi: visualizza questa energia interiore come un guerriero antico che ti conduce in una dimensione senza tempo. Ognuno di noi è nato per manifestare la propria unicità. Se in te abita un guerriero, assecondalo. Avere autostima significa non ostacolare mai le forze profonde e i personaggi interiori che ti caratterizzano.


Perché non ho autostima?

Spesso pensiamo che per ritrovare l'autostima sia necessario analizzarne a fondo i motivi, ma nella psicologia del profondo questo approccio non aiuta. Viviamo nell'illusione che sviscerare le nostre fragilità, gli errori o le delusioni del passato possa guarirci. In realtà, dimentichiamo che la nostra vita possiede un nucleo profondo: proprio come un seme nascosto sotto terra che sa esattamente quando germogliare, questo centro non si nutre di pensieri. Non si esce dall'insicurezza ragionandoci sopra. Anzi, è proprio attraverso il disagio che la nostra anima ci spinge a ritirarci e a nasconderci, per permetterci di riavvicinarci a quel centro autentico che sa dove dobbiamo andare.


James Hillman (2) ci ricorda che, qualunque direzione prenda la nostra esistenza, in ognuno di noi abita un daimon: una forza interiore e misteriosa che ci spinge instancabilmente a realizzare la pianta che siamo destinati a diventare. Per questo non ha alcun senso rimuginare su ciò che è stato. L'autostima e la sicurezza si costruiscono giorno dopo giorno, imparando ad accogliere i disagi che bussano alla nostra porta. Se provi insicurezza, resta in ascolto del tuo corpo e delle sensazioni che la accompagnano. Fai silenzio: spazza via le opinioni, i giudizi e i pensieri razionali su quella fragilità. Il tuo centro ti sta chiedendo di sperimentare qualcosa di puro, che va oltre le convinzioni apprese dall'esterno.

Paradossalmente, molte persone si svalutano perché possiedono una forza immensa che hanno paura di guardare negli occhi. Il segreto è smettere di lottare: affidati all'insicurezza e lasciati guidare dallo sconosciuto.


Vuoi davvero sentirti perfetto?

La perfezione è solo un'illusione della mente, non ha alcun riscontro nella realtà. Il vero obiettivo è ritrovare quell'energia interiore che ti spinge verso ciò che sei autenticamente. Esiste un sapere innato che guida la tua esistenza, ma non riesci a vederlo perché il tuo sguardo si è omologato al pensiero comune. Spesso, in fondo, non cerchi l'autostima, ma l'approvazione degli altri. Desideri essere come qualcun altro, continui a fare paragoni e, così facendo, perdi di vista la tua irripetibilità.

Custodisci la tua originalità e non separarti mai dalla tua essenza. In te albergano capacità innate che ti rendono un essere unico al mondo: ricorda che ogni tuo disagio nasce sempre dalla lotta che ingaggi contro te stesso.


Autostima è avvicinarsi a quell’energia che fa di te una persona unica.



Per approfondimenti:

(1) Dott. Raffaele Morelli, Psichiatra e Psicoterapeuta. Fondatore e Presidente dell’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica, Direttore responsabile delle riviste Riza Psicosomatica, Dimagrire, MenteCorpo.

(2) James Hillman è stato uno psicoanalista, saggista e filosofo statunitense.




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