Come la teoria di Barrett ha rivoluzionato il mondo delle emozioni
Aggiornamento: 4 giorni fa
Le emozioni sono innate o costruite?
Rubrica di Benessere della Dott.ssa Sabrina Mainolfi

Storicamente, le emozioni sono state interpretate come funzioni adattive evolutesi per rispondere a stimoli e pericoli ambientali. Da qualche decennio, tuttavia, i progressi delle neuroscienze hanno scardinato questa visione tradizionale, modificando radicalmente i modelli interpretativi sul funzionamento emotivo.
Pioniera di questa svolta scientifica è la neuroscienziata Lisa Feldman Barrett, docente di psicologia alla Northeastern University. Indagando i meccanismi cerebrali, Barrett ha decodificato i processi biologici sottesi alle emozioni, strutturando la celebre "teoria delle emozioni costruite".
Cosa sono le emozioni
L'etimologia stessa della parola emozione risiede nel latino emovere (ex-movere), ovvero "portare fuori". Se le teorie classiche interpretavano questa spinta come una reazione biologica immediata ai pericoli ambientali, le neuroscienze contemporanee hanno ribaltato questa prospettiva.
Gli studi di Lisa Feldman Barrett dimostrano infatti che il cervello umano è un organo predittivo. Nel corso della vita, il cervello memorizza concetti basati sulle esperienze passate e li utilizza per anticipare le sensazioni future, sia quelle provenienti dal mondo esterno che quelle originate dall'organismo. Questo meccanismo dà vita a vere e proprie "concettualizzazioni situate".
Di conseguenza, il cervello non subisce gli stimoli limitandosi a produrre un'emozione predefinita. Al contrario, formula specifiche "istanze emotive" combinando gli input del momento con i concetti appresi in passato. In quest'ottica, l'emozione non è una reazione innata, ma il modo in cui il cervello interpreta e classifica, istante dopo istante, i segnali sensoriali del corpo e dell'ambiente.
In linea con queste recenti scoperte, senza la categorizzazione delle sensazioni un'emozione non può esistere. Questo processo avviene in modo del tutto automatico e inconscio: proviamo emozioni senza renderci conto che il nostro cervello sta categorizzando gli stimoli in tempo reale. L'emozione si configura così come un evento mentale che nasce dalla percezione dell'individuo, per poi essere applicato a sé stessi, ai propri stati d'animo e al comportamento degli altri.
L'importanza delle emozioni per il nostro benessere
Le emozioni, da questo nuovo punto di vista, sono quindi delle “costruzioni” dell’ambiente, non delle reazioni ad esso! Questa scoperta è molto importante per il nostro benessere psicofisico.
Questa teoria è un “nuovo strumento concettuale per risolvere misteri secolari di come un sistema nervoso umano crea una mente umana…per la comprensione di disordini mentali, fisici e neurodegenerativi” (2017, Lisa Feldman Barrett).
In ogni società l’uomo ha attribuito una sensazione in base all’esperienza pregressa, dando a quelle sensazione una propria definizione sociale che dipende dalla cultura a cui appartiene. Ma cambiando il contesto culturale, questa definizione può cambiare ed è successo tante volte nel corso della storia, cambiando così le emozioni associate.
I professionisti della salute mentale e del benessere consigliano spesso di dare un nome alle proprie emozioni. Tuttavia, queste etichette sono spesso generiche, poiché intrise di condizionamenti culturali che influenzano l'idea che abbiamo di noi stessi. Creare parole e definizioni nuove per esprimere ciò che proviamo può diventare uno strumento potente per comprendere a fondo la nostra vita interiore.
Dopotutto, il linguaggio che usiamo — sia verso gli altri che nel nostro dialogo interiore — determina direttamente il modo in cui ci sentiamo.
L’intelligenza emotiva più evoluta consiste proprio nel comprendere che i valori sociali e culturali hanno plasmato le nostre credenze sulle emozioni e che queste stesse credenze, fortunatamente, possono essere riscritte.
Per approfondimenti:
Lisa Feldman Barrett (2017), Neuroscientist Lisa Feldman Barrett explains how emotions are made - The Verge
Lisa Feldman Barrett (2016), Are You in Despair? That’s Good - The New York Times
Lisa Feldman Barrett (2011), Constructing emotion (PDF)
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